Settimana Santa-Vico del Gargano

Vico non sarebbe Vico senza il suo Venerdì Santo, come il Venerdì Santo non sarebbe tale per un vichese se non a Vico.

Un paese che è tutto nelle radici delle storie delle nonne, raccontate tra i vicoli stretti che si dipanano nei rioni di Civita, Terra e Casale, mentre le sue torri fanno vedetta nella vecchia cinta muraria.

Vico è l’odore della legna che arde nelle maestose architetture dei suoi comignoli, è il suono lento di ogni campana delle sue chiese, è nelle mani delle mamme che impastano la farina per la pasta della domenica.

Vico è nei dolci ‘sospiri’ bianchi e neri delle spose, nel profumo del suo prodotto da forno tipico ‘la paposcia’; è nel rumore degli zoccoli dell’ultimo asino che rientra dalla campagna con il dorso carico di sacchi di noci e di carrube; è nel lieto mormorio delle acque limpide selle sue sorgenti.

Vico è nel faro delle Tremiti di cui si scorge il suo bagliore e nelle acque cristalline del mare di San Menaio e Calenella.

Vico è nel profumo dei fiori di arancio che con l’arrivo della primavera inebria le valli di questo nido chiaro d’altura, come scrisse il poeta.

Testo di Francesco A. P.  Saggese